Final Fantasy VIII

Marzo 30, 2008 at 5:39 pm (Final Fantasy World)

 

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Eccoci ad uno dei capitoli più entusiasmanti di uno dei giochi più avvincenti della Sqauresoft: Final Fantasy VIII. L’ottavo capitolo narra le vicende di Squall, ragazzo coraggioso e introverso, che s’innamora di Rinoa, una ragazza carina che da bambina riceve poteri magici da una strega morente. Il nucleo della storia si basa su un tema di carattere medievale, la caccia alle streghe, ambientato in circostanze fantastiche e ricco di colpi di scena. Final Fantasy VIII non ha solo un tema centrato su una storia d’amore. In questo capitolo dominano anche valori come l’amicizia e la solidarietà, scontri fra ideologie diverse e “alleanze” tra umani e creature fantastiche, il tutto inserito in un mondo che varia tra passato presente e futuro, che è sempre conteso nell’eterna lotta tra bene e male.

Lo sviluppo della trama avviene attraverso uno schema di gioco in cui la libertà d’azione bene si affianca alla rigidità degli eventi, e attraverso innovazioni nella struttura che nulla hanno a che vedere con le edizioni precedenti. In questo capitolo, infatti, i suoi ideatori hanno sperimentato l’utilizzo dei “junctions” che facilita il potenziamento dei personaggi fino a raggiungere il massimo sviluppo (sistema inesistente nelle versioni precedenti), nonché l’adozione del sistema di battaglia BTR, semplificando gli schemi d’azione all’interno dello scontro.

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Il perché del successo di questo gioco, che a parere di molti non ha paragoni con gli altri, varia da giocatore a giocatore; vi troviamo molte caratteristiche diverse tra loro che possono aver colpito le personalità più disparate come ad esempio i caratteri differenti dei personaggi che ne scrivono la storia o il vento di guerra che aleggia costantemente sugli eventi o molto più semplicemente il desiderio di conoscere le sorti di una storia d’amore! C’è anche chi ritiene, come chi scrive, che buona parte del merito del suo successo va alla trama che inizialmente appare semplice e lineare, ma che successivamente, con il susseguirsi degli eventi, si complica a tal punto che uno scontro frontale diventa inevitabile per sciogliere i nodi formatisi. Il gioco, che rientra nella categoria RPG, non è un semplice gioco di ruolo. Spesso le circostanze richiedono arguzia e la strategia durante le fasi d’attacco è fondamentale nelle prime battute del racconto. Inoltre la complessità della trama non poteva non richiedere una durata inferiore alle 40 ore di gioco: un durata, questa, relativa in quanto per finire il gioco in modo completo ne occorrono almeno 80, e questo potrebbe alla lunga stancare… ma di certo questo capitolo resterà nella storia di Final Fantasy.

Come il titolo stesso ci suggerisce, il gioco viene contestualizzato nella fantasia dei suoi creatori che insieme ai propri prodotti “fantastici” hanno fuso quelli che possono essere definiti parametri base del genere fantasy, caratteri mitologici e fantascienza – cocktail perfetto per un gioco di successo come era stato previsto dalla casa produttrice, che per l’uscita del gioco avviò anche una grande campagna pubblicitaria. Vengono ripresi personaggi ormai d’uso “quotidiano”, nel genere fantastico.  E chi non conosce Cerbero? La fantasia di molti è stata attratta dal mitico cane a tre teste guardiano dei cancelli dell’Ade… che in FFVIII Cerberus sorveglia la hall di una scuola  nostro caso.  Emblematiche sono le figure di Edea e di Ellione. Se la prima agisce sotto l’influenza di una personalità malvagia in contrasto con la sua indole materna, la seconda si concentra nella ricerca di un presente felice negatole dall’infanzia. 

Ci sarebbe molto altro da raccontare di quest’avventura ma sinceramente penso sia meglio vivere le emozioni di questa storia in prima persona che leggere le impressioni di qualcun altro, quindi buon divertimento!

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